mercoledì 26 dicembre 2018

MONTAIGNE E LA RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO SPIRITUALE 

Montaigne affermava che l'uomo è un essere incostante e debole che possiede una natura incompleta e mancante; dunque non può essere considerato il fine dell'universo (critica all'antropocentrismo).

Sostiene:

  • il relativismo culturale, secondo cui l'uomo europeo non è superiore agli altri popoli e occorre rispettare tutte le culture, soprattutto quelle non corrotte dalla civilizzazione;
  • una posizione di "umile" scetticismo, secondo cui non c'è alcuna opinione o dottrina che si possa definire in assoluto superiore a un'altra, infatti non ci sono criteri oggettivi di valutazione (riconoscimento dei limiti della ragione);
  • una posizione di epicureismo moderato, secondo cui occorre ricercare la salute e l'equilibrio psicofisico, che si ottengono con la moderazione e il rifiuto degli estremismi, per questo è opportuno che l'uomo coltivi la filosofia che ci distanzia dalle cose terrene e ci insegna a controllare la paura; 

Risultati immagini per montaigne

GIORDANO BRUNO 


Il suo pensiero, inquadrabile nel naturalismo rinascimentale, fondeva le più diverse tradizioni filosofiche, ma ruotava intorno a un'unica idea: l'infinito, inteso come l'universo infinito, effetto di un Dio infinito, fatto di infiniti mondi, da amare infinitamente.

  • Giordano Bruno affermava che l'universo è uno spazio infinito, costituito da infiniti mondi; poiché Dio è il principio primo infinito da cui non può discendere che un effetto infinito. 
  • sosteneva inoltre che è immanente nella natura, in quanto costituisce l'anima del cosmo che informa e plasma la materia e come tale è conoscibile dall'uomo. 
  • lui esaltava la tecnica e lo spirito d'iniziativa dell'uomo; infatti secondo lui l'uomo è superiore agli animali perché possiede l'intelletto e le mani; ossia gli strumenti con cui manipola e conosce le cose del mondo in vista del progresso tecnico e scientifico. 
  • infine indicava la natura come il vertice della conoscenza , infatti essa è oggetto dell'ardore conoscitivo dell'uomo (eroico furore), il quale: 

  1. riesce a sottrarsi ai desideri bassi e volgari;
  2. scopre di essere egli stesso natura (mito di Atteone); 



lunedì 22 ottobre 2018

BACONE

Francesco Bacone nasce a Londra il 22 gennaio 1561. Inizia gli studi al Trinity College di Cambridge; prosegue poi al Gray's Inn di Londra l'approfondimento e la formazione in Legge e Giurisprudenza. Diviene un grande e forte sostenitore della rivoluzione scientifica, senza essere uno scienziato. E' di fatto il filosofo della rivoluzione industriale: la sua riflessione è incentrata nella ricerca di un metodo di conoscenza della natura che si possa definire scientifico, nel senso che vuole e può essere ripetibile; esso parte dall'osservazione della natura e, così come la scienza, è volto al controllo di essa per ricavarne applicazioni utili al genere umano, come erano quelle dell'età industriale.





riteneva che:

  1. lo scopo della scienza fosse il dominio sulla natura, al fine di assicurare all'uomo il miglioramento delle condizioni di vita (sapere e potere);
  2. l'uomo dovesse affrancarsi da: il principio di autorità e la superstizione e i pregiudizi che ostacolano la conoscenza (dottrina degli idoli):  
  • idoli della tribù: derivano dal fatto che gli uomini interpretano le cose in base si propri schemi mentali o bisogni; 
  • idoli della spelonca: derivano da ereditarietà, educazione, ambiente; 
  • idoli della piazza: derivano dall'uso arbitrario o inappropriato delle parole; 
  • idoli del teatro: derivano dalle dottrine delle diverse scuole filosofiche;
      3.  la scienza dovesse adottare un nuovo metodo induttivo; articolato in: 
  • osservazione di fenomeni 
  • raccolta dei dati nelle tavole (tavola della presenza, tavola dell'assenza, tavola delle comparizioni)
  • prima ipotesi o vindemiatio prima
  • prove di verifica ed esperimento cruciale
       4. occorresse prendere a modello la società ideale della scienza e della tecnica descritta nella                   Nuova Atlantide, in cui tutti si dedicano allo studio guidati da scienziati che collaborano in                 vista del progresso; 

GALILEO GALILEI


E' considerato il padre della scienza moderna, grazie al quale si diffuse un nuovo modo di fare scienza, basato sull'utilizzo degli strumenti scientifici.
Nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 e compie i primi studi di letteratura e logica a Firenze dove si trasferisce con la famiglia nel 1574.
Nel 1581 per volere del padre si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Pisa. lasciata l'università ritorna a Firenze, dove sviluppa una passione per la meccanica cominciando a costruire macchine sempre più sofisticate, approfondendo la matematica e compiendo osservazioni di fisica con la guida di Ostilio Ricci.


Col passare del tempo formula alcuni teoremi di geometria e meccanica. Nel 1593 Galileo viene chiamato a Padova dove la locale Università gli offre una prestigiosa cattedra di matematica, geometria e astronomia. Nel 1599 comincia ad orientarsi verso la teoria copernicana del moto planetario. Le teorie astronomiche di Galileo Galilei vengono ben presto ritenute incompatibili con le verità rivelate dalla Bibbia e dalla tradizione aristotelica.

Secondo Galilei la scienza non è più un sapere al servizio della fede, non dipende dalla fede (a Galileo non interessa dimostrare l’esistenza di Dio).
Egli divide la scienza e la fede:

  • la scienza si basa sull'esperienza, poichè è autonoma dalla fede e ha come oggetto il particolare quindi nel metodo è giustamente atea (considera quel particolare in quanto tale, cioè separato dal resto).
  • la fede si basa sull'autorità delle scritture e viene considerata invece la totalità, quindi il nesso tra il particolare e il tutto.



Campanella 

Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella (nato in Calabria nel 1568) accusato di eresia per l'adesione al naturalismo e al senatismo filosofico cosentino.

L'opera più nota di Campanella è "La città del sole". Un testo che appartiene al genere letterario dell'utopia (dal greco outopos, "non" e "luogo", per indicare un luogo che non c'è, ideale). In questo testo Campanella propone un modello ideale di società, che egli illuse di poter realizzare concretamente: a tal fine ordì la Calabria una congiura contro gli Spagnoli che occupavano il regno di Napoli.

L'opera si svolge come un dialogo tra un nobile e un navigatore genovese: quest'ultimo racconta la storia di una città che ha potuto visitare in un'isola equatoriale, città in cui la famiglia è abolita, la proprietà privata e la schiavitù aborrite, il lavoro considerato un grande valore che nobiltà l'uomo. In questa società il potere è affidato a un sommo sacerdote, Sol, e a tre ministri: Pon, Sir e Mor:

  1. Pon: rappresenta la potenza, a cui spetta il controllo dell'attività bellica
  2. Sir: rappresenta la sapienza, a cui spetta il controllo delle scienze e delle arti
  3. Mor: rappresenta l'amore, a cui spetta la salute e la riproduzione.

Egli inoltre riserva anche una grande attenzione alla formazione dei ragazzi, sottolineando non solo la necessità di un'istruzione basata sull'osservazione diretta delle cose, ma anche il bisogno di sradicare dal mondo l'ignoranza, fronte di tutti i mali.
BLADE RUNNER

Trama:
Il film è ambientato in una Los Angeles distopica dell'anno 2019. La tecnologia ha permesso la creazione di esseri robotici simili agli umani, detti "replicanti", utilizzati come schiavi, dotati di capacità intellettuali e forza fisica estremamente superiori agli uomini, ma con una longevità limitata a 4 anni. Sei replicanti del modello più evoluto (tre femmine e tre maschi), capitanati da Roy Batty, sono fuggiti dalle colonie extramondo e, giunti furtivamente a Los Angeles, hanno cercato di introdursi nella Tyrell Corporation, l'azienda dove erano stati creati. Due di loro (un maschio e una femmina) sono finiti in un campo elettrico rimanendo folgorati[14], mentre gli altri quattro sono fuggiti. Uno di questi, Leon, è stato individuato tra i candidati in cerca di lavoro alla Tyrell, ma è riuscito a scappare sparando all'agente Holden, che lo stava sottoponendo a un test per il riconoscimento dei replicanti.

Il cacciatore di taglie Rick Deckard, già agente dell'unità speciale Blade Runner, viene forzatamente richiamato in servizio dal capitano Bryant per "ritirare", ossia uccidere, i quattro replicanti. Deckard, accompagnato nei suoi spostamenti dal collega Gaff, con cui non è in buoni rapporti, si reca nell'ufficio del fondatore della Tyrell per provare il test su un replicante modello Nexus 6 ed è invitato a provare il test prima sulla segretaria Rachael, che si rivela essere non umana. Anch'essa è un replicante prodotto dalla Corporation, ma lei stessa ignora questo fatto.

Deckard ispeziona l'appartamento di Leon, trovandovi una squama e una serie di fotografie. Parallelamente, Leon e Roy Batty visitano Hannibal Chew, un progettista genetico di occhi che lavora per la Tyrell Corporation, che, minacciato, suggerisce loro di rivolgersi a J. F. Sebastian, genetista e amico del dott. Tyrell. Tornando a casa, Deckard viene raggiunto da Rachael, che vuole sapere se è una replicante o un'umana. Deckard le rivela la verità e, di fronte ai suoi dubbi, le racconta i suoi presunti ricordi d'infanzia dimostrandole che in realtà sono innesti mentali. Rachael, disperata, fugge. Nel frattempo la replicante Pris, compagna di Roy Batty, ottiene la fiducia di J. F. Sebastian e l'ospitalità nel suo appartamento.

Deckard sogna a occhi aperti un unicorno[15]. Risvegliatosi, esamina una delle foto trovate e riesce ad associare la squama alla replicante Zhora. Indagando scopre che si tratta di una squama di serpente artificiale, utilizzato in uno spettacolo da una spogliarellista. Deckard si reca nel locale dove lavora Zhora, e con una scusa la segue nel camerino. Zhora capisce le sue intenzioni e fugge per strada, ma Deckard la raggiunge e riesce a spararle, ritirandola.

Bryant informa Deckard che dovrà ritirare anche Rachael, che è scomparsa dalla Tyrell. Quando Bryant e Gaff si allontanano, Deckard vede Rachael e cerca di raggiungerla, ma viene affrontato da Leon, che ha assistito al ritiro di Zhora e cerca di ucciderlo, Rachael interviene, uccidendo Leon. Deckard decide di risparmiare Rachael, nascondendola a casa sua, dove i due s'innamorano.

Roy Batty, raggiunta Pris, la informa che sono rimasti vivi solo loro due. I due convincono J. F. Sebastian ad accompagnare Roy Batty dal dott. Tyrell per chiedergli se esiste un modo per posticipare la loro imminente "data di termine"[16]. Tyrell gli dice che non è possibile, e per tutta risposta Roy Batty uccide sia il dott. Tyrell, cavandogli gli occhi con i pollici, sia J. F. Sebastian.

Deckard, informato del duplice omicidio, si reca nell'appartamento di J. F. Sebastian, pensando di trovarvi i due replicanti rimasti. Al suo arrivo viene attaccato da Pris, ma riesce a ritirarla sparandole. Poco dopo giunge Roy Batty che, vista Pris priva di vita, decide di dedicare i suoi ultimi istanti di vita alla vendetta[17]. Nel tentativo di sfuggire a Roy, Deckard salta da un tetto a un altro finendo aggrappato a una trave, sospeso nel vuoto. Roy lo raggiunge e, invece di ucciderlo, lo trae in salvo. Dopo un breve monologo («Io ne ho viste cose...»), Roy Batty muore di fronte all'impietrito Deckard.
 CAMPANELLA

Campanella con Telesio, è considerato uno degli anticipatori della moderna filosofia; il suo pensiero è simbolo storico convenzionale del passaggio tra Medioevo ed era moderna.

Nasce in Calabria, il 5 settembre 1568. Campanella è un ragazzo prodigio. A tredici anni entra nell'ordine dei domenicani e arriva a prendere gli Ordini Domenicani non ancora quindicenne, con il nome di frà Tommaso in onore di San Tommaso d'Aquino. Porta a termine con successo gli studi ma al tempo stesso legge, sia pur di nascosto autori quali Erasmo, Ficino e Telesio.

Le idee in fatto di religione e l'interesse per le arti magiche lo costringono a fuggire da Napoli dove studiava con Della Porta. Si ritrova inquisito dal Tribunale ecclesiastico così lascia il convento per dirigersi a Roma prima, poi a Firenze e infine Padova, dove entra in contatto con Galileo.

Accusato di eresia viene rinchiuso in carcere ma riesce a ritornare nella sua città natale; nel 1599 tenta di organizzare un'insurrezione contro il dominio spagnolo e di gettare le basi per una profonda riforma religiosa. Anche in questa occasione viene arrestato e condannato; riesce tuttavia a salvarsi dalle torture fingendosi pazzo.

Non può però evitare il carcere dove Campanella rimane rinchiuso, a Napoli, per ben ventisette anni; in questo lungo periodo di prigionia continua a scrivere, specialmente di filosofia.

Compone un'opera dedicata a Galileo, di cui Campanella apprezza molto il lavoro ed il pensiero.

Nel 1626 riacquista una parte di libertà: esce dal carcere, ma deve rimanere a Roma sotto il controllo del Sant'Uffizio.

Per disposizione di papa Urbano VIII questo vincolo viene in seguito eliminato; nel 1633 viene di nuovo accusato di eresia e di propaganda antispagnola. Decide quindi di rifugiarsi a Parigi dove trova protezione dal Cardinale Richelieu. Si dedica alla pubblicazione dei suoi scritti; finanziato dal re, passa il resto dei suoi giorni al convento parigino di Saint-Honoré. Il suo ultimo lavoro sarà un poema celebrante la nascita del futuro Luigi XIV ("Ecloga in portentosam Delphini nativitatem"). Una delle sue più note opere è "La Città del Sole", opera di carattere utopistico in cui, rifacendosi a Platone e all'Utopia di Tommaso Moro, descrive una città ideale.

Tommaso Campanella muore a Parigi il 21 maggio 1639.

KANT Immanuel Kant nato il 22 aprile 1724  e morto il 12 febbraio 1804 è stato un filosofo tedesco. Fu il più importante esponent...