mercoledì 26 dicembre 2018




Transcendence è un film del 2014 diretto da Wally Pfister,con protagonista Johnny Depp.

Trama:


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Il dottor Will Caster, il più importante ricercatore nel campo dell'intelligenza artificiale che lavora per creare la singolarità tecnologica, una macchina che combini l'intelligenza collettiva di tutto quello che è conosciuto con l'intera gamma delle emozioni umane, viene assassinato da terroristi anti-tecnologici. La moglie Evelyn ne carica il cervello in un computer, in modo che Will possa in qualche modo rivivere, con la collaborazione del suo amico e collega Max Waters che, però, mostra da subito dei dubbi sul procedimento e sulla opportunità di collegarlo a internet. Eventualità che si concretizza quando il gruppo di terroristi, di cui fa parte la ragazza di nome Bree, individua il loro nascondiglio: nel tentativo di salvare Will, Evelyn lo connette alla rete permettendogli di comunicare e portare avanti le sue ricerche grazie alla connessione con ogni computer della Terra.

Evelyn, guidata da "La Macchina" (così viene indicata la coscienza cibernetica di Will), costruisce una base di ricerca a Brightwood, dove vengono eseguiti degli esperimenti sulla guarigione dei tessuti umani grazie ai nanorobot: in breve tempo molte persone affette da malattie o menomazioni vi si recano per essere guarite. A questo processo si abbina però anche l'upload, un meccanismo che fa sì che queste persone divengano degli "ibridi" da poter manipolare a proprio piacimento, rendendoli di fatto immortali in quanto Will è capace di rigenerare qualsiasi tessuto umano. La macchina è così pronta a inglobare l'intero pianeta con lo scopo di creare una razza umana più avanzata per incrementare le sue potenzialità di calcolo.

Con il passare del tempo e con il rapidissimo sviluppo delle capacità de La Macchina, Evelyn capisce quindi che non può trattarsi veramente di Will e perciò decide di allearsi con l'FBI e con il gruppo di terroristi anti-tecnologici con lo scopo di spegnerlo definitivamente. Si fa così inoculare un virus nel tentativo di farsi uploadare anche lei, e poi innescare l'attacco in grado di sconfiggere La Macchina accettando l'eventualità di un proprio possibile sacrificio. Nel mentre, La Macchina è riuscita a crearsi il corpo originario di Will e, a seguito di un bombardamento a distanza, Evelyn viene colpita a morte e Will la prende in braccio e la riporta a casa. Qui, Will deve decidere in breve tempo come utilizzare l'energia residua, se per curare Evelyn oppure uploadare la coscienza di Evelyn innescando, di conseguenza, il virus contenuto nel suo sangue. Will, pensando ai rispettivi esiti, decide di compiere quest'ultima operazione provocando la propria morte assieme a quella di Evelyn e salvando la vita al suo amico Max, seguita da un black out mondiale. Prima di spegnersi mostra però alla donna il suo operato fino ad allora: non stava cercando di convertire l'umanità né di spargere sangue ma, al contrario, di curare il pianeta usando i nanorobot per ripulire la Terra dall'inquinamento e rigenerare l'ecosistema.

Tre anni dopo Max Waters, nel visitare l'ex casa di Will ed Evelyn, si sofferma a guardare il loro giardino, simbolo della loro unione, e scopre che una goccia d'acqua caduta da un girasole riesce a purificare una pozza di acqua inquinata. Intuisce così che alcuni nanorobot sono sopravvissuti al virus grazie alla rete di rame, che ha creato una gabbia di Faraday, salvando così le coscienze di Will ed Evelyn.



CARTESIO 
riteneva che:
occorresse individuare un metodo rigoroso di conoscenza, il quale deve prendere a modello il rigore e la chiarezza del metodo matematico, pertanto elabora le quattro regole del metodo:

  1. evidenza: solo le idee chiare e distinte sono da considerare vere;
  2. analisi: occorre scomporre i problemi nelle loro parti elementari; 
  3. sintesi: bisogna passare gradualmente dalle conoscenze semplici a quelle complesse;
  4. enumerazione: è necessaria una revisione generale di tutte le fasi precedenti del processo conoscitivo;
ricercava: 
un fondamento certo del sapere attraverso  il dubbio metodico, la cui estensione è il dubbio universale (iperbolico), in base al quale si giunge a dubitare di ogni cosa, ipotesi del genio maligno ingannatore.

sosteneva che: 
l'unica certezza fosse rappresentata dal cogito, cioè l'intuizione immediata del proprio esistere come soggetto pensante: cogito, ego sum;



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Le quattro regole del metodo cartesiano

queste regole secondo Cartesio servivano a chi voleva seguire e intraprendere la ricerca della verità.


  1. La prima è la regola dell'evidenza, dice di accogliere come vero soltanto ciò che è evidentemente tale;
  2. La seconda è la regola dell'analisi, che dice di dividere ogni problema nelle sue parti elementari;
  3. La terza è la regola della sintesi, che dice di procedere nella conoscenza passando dagli oggetti più semplici a quelli più complessi, attraverso gradi successivi;
  4. La quarta è la regola dell'enumerazione, che dice di fare sempre enumerazioni complete e revisioni generali, così da essere sicuri di non omettere nulla; 

MONTAIGNE E LA RICERCA DI UN NUOVO EQUILIBRIO SPIRITUALE 

Montaigne affermava che l'uomo è un essere incostante e debole che possiede una natura incompleta e mancante; dunque non può essere considerato il fine dell'universo (critica all'antropocentrismo).

Sostiene:

  • il relativismo culturale, secondo cui l'uomo europeo non è superiore agli altri popoli e occorre rispettare tutte le culture, soprattutto quelle non corrotte dalla civilizzazione;
  • una posizione di "umile" scetticismo, secondo cui non c'è alcuna opinione o dottrina che si possa definire in assoluto superiore a un'altra, infatti non ci sono criteri oggettivi di valutazione (riconoscimento dei limiti della ragione);
  • una posizione di epicureismo moderato, secondo cui occorre ricercare la salute e l'equilibrio psicofisico, che si ottengono con la moderazione e il rifiuto degli estremismi, per questo è opportuno che l'uomo coltivi la filosofia che ci distanzia dalle cose terrene e ci insegna a controllare la paura; 

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GIORDANO BRUNO 


Il suo pensiero, inquadrabile nel naturalismo rinascimentale, fondeva le più diverse tradizioni filosofiche, ma ruotava intorno a un'unica idea: l'infinito, inteso come l'universo infinito, effetto di un Dio infinito, fatto di infiniti mondi, da amare infinitamente.

  • Giordano Bruno affermava che l'universo è uno spazio infinito, costituito da infiniti mondi; poiché Dio è il principio primo infinito da cui non può discendere che un effetto infinito. 
  • sosteneva inoltre che è immanente nella natura, in quanto costituisce l'anima del cosmo che informa e plasma la materia e come tale è conoscibile dall'uomo. 
  • lui esaltava la tecnica e lo spirito d'iniziativa dell'uomo; infatti secondo lui l'uomo è superiore agli animali perché possiede l'intelletto e le mani; ossia gli strumenti con cui manipola e conosce le cose del mondo in vista del progresso tecnico e scientifico. 
  • infine indicava la natura come il vertice della conoscenza , infatti essa è oggetto dell'ardore conoscitivo dell'uomo (eroico furore), il quale: 

  1. riesce a sottrarsi ai desideri bassi e volgari;
  2. scopre di essere egli stesso natura (mito di Atteone); 



lunedì 22 ottobre 2018

BACONE

Francesco Bacone nasce a Londra il 22 gennaio 1561. Inizia gli studi al Trinity College di Cambridge; prosegue poi al Gray's Inn di Londra l'approfondimento e la formazione in Legge e Giurisprudenza. Diviene un grande e forte sostenitore della rivoluzione scientifica, senza essere uno scienziato. E' di fatto il filosofo della rivoluzione industriale: la sua riflessione è incentrata nella ricerca di un metodo di conoscenza della natura che si possa definire scientifico, nel senso che vuole e può essere ripetibile; esso parte dall'osservazione della natura e, così come la scienza, è volto al controllo di essa per ricavarne applicazioni utili al genere umano, come erano quelle dell'età industriale.





riteneva che:

  1. lo scopo della scienza fosse il dominio sulla natura, al fine di assicurare all'uomo il miglioramento delle condizioni di vita (sapere e potere);
  2. l'uomo dovesse affrancarsi da: il principio di autorità e la superstizione e i pregiudizi che ostacolano la conoscenza (dottrina degli idoli):  
  • idoli della tribù: derivano dal fatto che gli uomini interpretano le cose in base si propri schemi mentali o bisogni; 
  • idoli della spelonca: derivano da ereditarietà, educazione, ambiente; 
  • idoli della piazza: derivano dall'uso arbitrario o inappropriato delle parole; 
  • idoli del teatro: derivano dalle dottrine delle diverse scuole filosofiche;
      3.  la scienza dovesse adottare un nuovo metodo induttivo; articolato in: 
  • osservazione di fenomeni 
  • raccolta dei dati nelle tavole (tavola della presenza, tavola dell'assenza, tavola delle comparizioni)
  • prima ipotesi o vindemiatio prima
  • prove di verifica ed esperimento cruciale
       4. occorresse prendere a modello la società ideale della scienza e della tecnica descritta nella                   Nuova Atlantide, in cui tutti si dedicano allo studio guidati da scienziati che collaborano in                 vista del progresso; 

GALILEO GALILEI


E' considerato il padre della scienza moderna, grazie al quale si diffuse un nuovo modo di fare scienza, basato sull'utilizzo degli strumenti scientifici.
Nacque a Pisa il 15 febbraio 1564 e compie i primi studi di letteratura e logica a Firenze dove si trasferisce con la famiglia nel 1574.
Nel 1581 per volere del padre si iscrive alla facoltà di medicina dell'Università di Pisa. lasciata l'università ritorna a Firenze, dove sviluppa una passione per la meccanica cominciando a costruire macchine sempre più sofisticate, approfondendo la matematica e compiendo osservazioni di fisica con la guida di Ostilio Ricci.


Col passare del tempo formula alcuni teoremi di geometria e meccanica. Nel 1593 Galileo viene chiamato a Padova dove la locale Università gli offre una prestigiosa cattedra di matematica, geometria e astronomia. Nel 1599 comincia ad orientarsi verso la teoria copernicana del moto planetario. Le teorie astronomiche di Galileo Galilei vengono ben presto ritenute incompatibili con le verità rivelate dalla Bibbia e dalla tradizione aristotelica.

Secondo Galilei la scienza non è più un sapere al servizio della fede, non dipende dalla fede (a Galileo non interessa dimostrare l’esistenza di Dio).
Egli divide la scienza e la fede:

  • la scienza si basa sull'esperienza, poichè è autonoma dalla fede e ha come oggetto il particolare quindi nel metodo è giustamente atea (considera quel particolare in quanto tale, cioè separato dal resto).
  • la fede si basa sull'autorità delle scritture e viene considerata invece la totalità, quindi il nesso tra il particolare e il tutto.



Campanella 

Al pensiero di Telesio si ispira Tommaso Campanella (nato in Calabria nel 1568) accusato di eresia per l'adesione al naturalismo e al senatismo filosofico cosentino.

L'opera più nota di Campanella è "La città del sole". Un testo che appartiene al genere letterario dell'utopia (dal greco outopos, "non" e "luogo", per indicare un luogo che non c'è, ideale). In questo testo Campanella propone un modello ideale di società, che egli illuse di poter realizzare concretamente: a tal fine ordì la Calabria una congiura contro gli Spagnoli che occupavano il regno di Napoli.

L'opera si svolge come un dialogo tra un nobile e un navigatore genovese: quest'ultimo racconta la storia di una città che ha potuto visitare in un'isola equatoriale, città in cui la famiglia è abolita, la proprietà privata e la schiavitù aborrite, il lavoro considerato un grande valore che nobiltà l'uomo. In questa società il potere è affidato a un sommo sacerdote, Sol, e a tre ministri: Pon, Sir e Mor:

  1. Pon: rappresenta la potenza, a cui spetta il controllo dell'attività bellica
  2. Sir: rappresenta la sapienza, a cui spetta il controllo delle scienze e delle arti
  3. Mor: rappresenta l'amore, a cui spetta la salute e la riproduzione.

Egli inoltre riserva anche una grande attenzione alla formazione dei ragazzi, sottolineando non solo la necessità di un'istruzione basata sull'osservazione diretta delle cose, ma anche il bisogno di sradicare dal mondo l'ignoranza, fronte di tutti i mali.

KANT Immanuel Kant nato il 22 aprile 1724  e morto il 12 febbraio 1804 è stato un filosofo tedesco. Fu il più importante esponent...